Il Montepulciano d’Abruzzo Doc (da non confondere con il Nobile di Montepulciano che è toscano ed è prodotto col Sangiovese) rappresenta l’80% della produzione vinicola abruzzese. Ma anche il vitigno primeggia nella relativa classifica risultando uno dei più coltivati in Italia. Oltre che in Abruzzo, infatti, rientra nella produzione di molte Doc nazionali: lo troviamo in Emilia, nelle Marche (Rosso del Conero), ma anche in Lazio e in Puglia.
In Abruzzo il Montepulciano Doc (ha ottenuto la Denominazione nel 1968, prima Doc regionale) si produce quasi esclusivamente con uve del vitigno omonimo con l’eventuale piccola aggiunta (15%) di altre uve di vitigni a bacca rossa non aromatici.
Può fregiarsi della tipologia Riserva, qualora sia stato sottoposto ad un periodo minimo di invecchiamento di almeno 2 anni, di cui sei mesi in botti di legno.
Alcuni territori, grazie alle loro caratteristiche pedoclimatiche, si possono fregiare delle seguenti sottodenominazioni: Terre dei Visentini e Cesauria o Terre di Cesaura in provincia di Pescara, Teate per la provincia di Chieti, Terre dei Peligni e Alto Tirino in provincia dell’Acquila.
Ma il Montepulciano d’Abruzzo vanta anche una Docg, quella delle Colline Teramane, riconosciuta zona d’eccellenza nel 1995 e poi appunto Docg nel 2002.
Con le uve del Montepulciano d’Abruzzo, tramite la vinificazione in bianco o limitando il periodo di fermentazione in presenza di bucce a poche ore, si ottiene anche il Cerasuolo d’Abruzzo che, grazie alla sua straordinaria freschezza e a un’eleganza nei profumi non comune, è particolarmente amato da molti consumatori.
Il Montepulciano d’Abruzzo è un vino molto interessante per il fuori casa perchè si adatta a differenti occasioni di consumo. Si apprezza quando è giovane in abbinamenti anche non consueti e quand’è prodotto con uve ricche di tannini, polifenoli e antociani e viene destinato all’invecchiamento, diventa compagno perfetto per ricette importanti. La sua versatilità a tavola è straordinaria e offre un rapporto qualità-prezzo corretto. Il Montepulciano giovane così come il Cerasuolo, sono indicati per l’aperitivo, i finger food anche fritti, insalate di pasta, riso e pesce. Le etichette di Montepulciano invecchiate si sposano invece bene con pecorini, carni o piatti molto sapidi.