DL 16 settembre 2013: infranto il tabu del tappo in sughero

Il tappo «a vite» anche per le griffe del vino.

E’ stato infatti pubblicato in Gazzetta ufficiale (la n. 224 del 24 settembre 2013) il decreto 16 settembre 2013 che modifica le norme Ue in materia di etichettatura dei vini Dop e Igp (regolamenti 1234/2007 e 607/2009) cancellando la regola generale che prevedeva per i vini DOCG come Brunello di Montalcino, Barolo o Amarone l’uso esclusivo del tappo di sughero. Da ora in avanti invece la regola sarà quella della “libertà di tappo”, con la possibilità per i singoli consorzi di tutela di prevedere norme più restrittive (e quindi l’uso esclusivo di un particolare tipo di chiusura) attraverso una modifica del disciplinare di produzione da presentare entro sei mesi.

Soddisfatto il Consorzio del Soave che da anni è impegnato nella battaglia per l’introduzione di questa modifica. “Sui mercati del Nord Europa, ma sempre più spesso anche in Usa e Giappone – spiega Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – i consumatori richiedono che le bottiglie di vino siano chiuse con tappi a vite di nuova generazione oppure con capsule di vetro in ceramica. Non potevamo quindi non considerate i desiderata dei mercati esteri dove esportiamo oltre l’80% della nostra produzione”.

Probabilmente qualche purista storcerà il naso ma di fatto, la nuova generazione di tappi a vite o anche le chiusure in ceramica o in vetro non ha nulla a che vedere con i vecchi sistemi in latta o in plastica utilizzati in passato e che erano sinonimo di vini di scarsa qualità.

Immediati gli apprezzamenti provenienti da oltre confine, dove questo tipo di chiusura è particolarmente diffuso e ricercato.

Cosa dire al riguardo?? Il decreto nasce come conseguenza non solo dell’abbondanza delle alternative, delle varietà dei canali di distribuzione e della molteplicità dei modelli di consumo del vino, ma soprattutto della scarsità dell’attuale popolazione mondiale di sughere (Quercus Suger L.) in relazione alla crescente domanda dovuta all’incremento della produzione mondiale di vino ma anche ai nuovi utilizzi in altri settori, come quello calzaturiero e bioedilizia.

Prima conseguenza del gap fra domanda e offerta è stata ovviamente l’aumento del prezzo dei tappi in sughero che ha spinto il mondo del vino a considerare con più attenzione soluzioni alternative.

Il fascino e la piacevolezza tattile del tappo in sughero continuano ad esercitare un forte ascendente sul consumatore che associa il tappo di sughero a vino di qualità.

Occorre invece partire da un altro presupposto: conoscere le caratteristiche dei diversi tipi di tappo  e considerare quale fra questi è più consono alla tipologia di vino e di consumo.