Il whisky scozzese perde lo scettro, il migliore al mondo è giapponese

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Nessuno scotch nei primi cinque posti della “World Whisky Bible” 2015. In testa lo “Yamazaki”, prodotto in 18mila bottiglie

La Scozia perde un primato, da sempre una bandiera: un whisky giapponese è stato definito come il migliore al mondo dall’esperto Jim Murray nella sua celebre “World Whisky Bible”, edizione 2015, che gli ha attribuito un voto di 97,5 su 100. Insomma, se non è la perfezione, la rasenta. Si tratta del “Yamazaki” (Yamazaki Single Malt Sherry Cask 2013, per essere precisi), un “single malt” acclamato come prodotto di superba genialità.

L’onta per Edimburgo non finisce qui: per la prima volta da quando esiste la “bibbia” del whisky uno scotch non è riuscito a piazzarsi fra i primi cinque posti. Secondo Murray, si tratta di un «campanello d’allarme» per le distillerie scozzesi, in quanto il vincitore è di una qualità a cui nessuno Scotch può lontanamente avvicinarsi. Altro segno di crisi è il fatto che il titolo di migliore whisky europeo sia stato vinto da una distilleria inglese, la English Whisky Company.

Un vero smacco in questi tempi di “devolution” in cui le acque tardano a placarsi nel clima post-referendario. Così forse sarà il caso di ascoltare il consiglio di Murray che suggerisce ai produttori scozzesi di aggiungere ai loro whisky «una piccola dose di umiltà». Lo saprà lui, l’intenditore per eccellenza, visto che per compilare la sua rigorosa classifica assaggia personalmente circa 1.000 whisky diversi: le distillerie scozzesi corrono il rischio di produrre botti su botti di prodotto scialbo o mediocre, avverte, devono rendersi conto che «manca qualcosa».

L’unica magra consolazione è che di “Yamazaki” ne circola poco: pare ne siano state prodotte soltanto 18mila bottiglie e che siano disponibili presso pochi rivenditori particolarmente forniti, a non meno di 120 euro a bottiglia.

Fonte: La Stampa

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